Roberto Bianco
Docente
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Lavoro attualeAvvocato
BackgroundArma dei Carabinieri | Master Diritto Tributario | Master contratti e mercati internazionali
SpecializzazioniProprietà industriale | Diritto Mercato Tecnologia | Direttiva macchine | Computer Forensics | Criminal law matters

Profilo biografico

Roberto Bianco, avvocato, dopo la maturità classica e la laurea in giurisprudenza (presso l’Università di Bologna), presta servizio militare come ufficiale nell’Arma dei Carabinieri.

Nel 2000 si trasferisce in Francia dove, operando con primario studio legale, segue posizioni relative all’internazionalizzazione d’impresa, occupandosi di proprietà industriale e della diffusione e tutela del "Made in Italy" (con particolare riguardo al settore dell’arte, di internet e della meccatronica) e privilegia rapporti con realtà orientate all’innovazione, alla valorizzazione della proprietà industriale (brevetti e design, marchi, proprietà intellettuale e diritto d’autore) ed all’intelligenza artificiale (con interazione uomo-macchina).

Segue casi di commercio internazionale, collegati ad aspetti doganali, tributari e di trasferimento tecnologico.
E' cultore del diritto del mercato dell’arte.
Roberto Bianco è VPO, vice procuratore onorario, presso il Tribunale di Reggio Emilia.

Appassionato di formazione, collabora come coordinatore area legale con SumoLab, che prepara gli studenti alle professioni del domani.

La parola al Docente:

La proprietà industriale è la materia che prediligo... amo occuparmi di tutela dell'innovazione: idee, marchi, musica, robotica (interazione uomo - macchina: mai sentito parlare di Teo Tronico?), "internet of things", trasferimento tecnologico, "know-how" (compresi modelli di business) e beni immateriali.
Sono temi attuali da sempre: pensiamo ad Archimede, a Leonardo e, passando da Newton, arriviamo al secolo scorso, a persone dotate di straordinaria visione (come Luisa Spagnoli o Adriano Olivetti) che, guidate dal proprio "genio", con le loro idee e la capacità di realizzarle hanno cambiato il mondo. Quando chiesero ad Olivetti (paragonato da molti a Steve Jobs) cosa animasse la sua tenacia davanti alle difficoltà ed alle sfide industriali, egli avrebbe risposto: "In me non c'è che futuro".